On. Ersilia Saverino

Assemblea Regionale Siciliana

Componente Commissione V
"Cultura, Formazione e Lavoro"
Segretario gruppo parlamentare PD
XVIII legislatura

La mia storia

Sono nata a Palermo, ma dopo qualcha anno, con tutta la mia famiglia, ci siamo trasferiti a Catania, dove ho vissuto da allora. 

Dopo il diploma al liceo scientifico mi iscrivo alla facoltà di Giurisprudenza e contemporaneamente comincio a coltivare la mia grande passione per il teatro.

Con molti sacrifici sono riuscita a conciliare la carriera professionale con quella di attrice. 

Dal 1980 comincio a lavorare per il ministero dell’Economia e delle finanze come legale tributario e, nello stesso tempo, mi diplomo al corso di avviamento teatrale del Teatro Stabile di Catania nel 1984.  

Nel 1993 mi iscrivo all’albo Attori Professionisti e comincio a calcare i palcoscenici nazionali ed internazionali: Stabile di Catania, Piccolo di Milano, Teatro Argentina di Roma, teatro Greco di Siracusa, Filarmonica di Budapest, Teatro Nazionale di Roma, San Carlo di Napoli ed altri. 

Ho lavorato anche al cinema ed in fiction di successo come “La Piovra 9”, “Nati Stanchi”, di Ficarra e Picone, “Il Macellaio” di Aurelio Grimaldi, la fiction “Agrodolce” e il film “Le ultime 56 ore” con la regia di Claudio Fragasso.

Nel 2005 decido di impegnarmi in prima persona in politica, dedicandomi, in modo particolare, ai temi della cultura, dell’inclusione sociale, del disagio nelle periferie urbane, della difesa e valorizzazione dell’ambiente e dei beni culturali, della parità di genere. Nel 2009 vengo nominata Vicepresidente del Teatro Stabile di Catania e successivamente membro del cda di “Sicilia turismo e cinema” presso la regione siciliana.

Nel 2013  vengo eletta consigliera comunale di Catania e nel 2020 vengo nominata Presidente provinciale del Partito Democratico di Catania e membro dell’assemblea nazionale del PD.

Dal 2023 ho l’onore di rappresentare le siciliane e i siciliani all’Assemblea regionale come deputata nel gruppo del Partito Democratico.

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Non possiamo continuare ad assistere al progressivo impoverimento industriale di Catania. Difendere Pfizer significa difendere il lavoro, le competenze e il futuro del nostro territorio.No alla chiusura di Pfizer Catania, difendiamo il lavoro e l’autonomia strategica europea.

Insieme a Pierfrancesco Maran e alla deputata regionale Ersilia Saverino ho incontrato la FILCTEM CGIL sulla vertenza Pfizer di Catania.

La decisione di chiudere un reparto e delocalizzare la produzione mette a rischio 330 posti su 540, con conseguenze anche sui lavoratori in somministrazione e sull’indotto. Una scelta che minaccia il futuro dell’intero stabilimento.

Da sessant’anni Catania ospita un’eccellenza farmaceutica: difenderne le competenze e la capacità produttiva significa anche ridurre la dipendenza europea dall’estero per l’approvvigionamento di medicinali.

Chiediamo a Pfizer di rivedere questa decisione. Servono tutele occupazionali, nuovi investimenti e il coinvolgimento di partner industriali. Al Parlamento europeo continueremo a lavorare sulla sovranità farmaceutica, anche attraverso il Critical Medicines Act.

Il governo nazionale e il governo regionale facciano per intero la loro parte per tutelare lavoratori e attività produttiva.
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Non possiamo continuare ad assistere al progressivo impoverimento industriale di Catania. Difendere Pfizer significa difendere il lavoro, le competenze e il futuro del nostro territorio.

𝐈 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢 𝐚 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐭'𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚. 𝐋𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐮𝐭𝐨.
È stato finalmente incardinato in commissione Attività produttive all'Assemblea regionale siciliana il disegno di legge a mia prima firma, sottoscritto dai colleghi del gruppo del PD, per la tutela dei consumatori e degli utenti.

Un provvedimento che ritengo particolarmente importante perché riguarda la vita quotidiana di tutti noi. Dalle bollette ai servizi pubblici, dalla sicurezza dei prodotti alla trasparenza delle tariffe, dalla tutela negli acquisti online alla qualità dei servizi erogati ai cittadini.

La Sicilia è, sostanzialmente, ferma a una legge del 1994. Sono stati apportati alcuni aggiornamenti ma non è stata ancora sottoposta a una riforma organica capace di tenere pienamente conto delle profonde trasformazioni intervenute nei mercati, nei servizi e nella legislazione nazionale ed europea.

Il disegno di legge prevede strumenti e interventi che possono trovare applicazione in moltissimi ambiti.

📊 Un Osservatorio regionale dei prezzi, delle tariffe e della qualità dei servizi, per monitorare il costo della vita e fornire strumenti utili anche a contrastare il caro prezzi.

🤝 Una rete territoriale di sportelli del consumatore, per offrire informazione, consulenza e assistenza ai cittadini che devono affrontare disservizi, controversie o difficoltà nel far valere i propri diritti.

🗣️ Un ruolo più incisivo delle associazioni dei consumatori che devono essere coinvolte nella programmazione delle politiche regionali e nelle scelte che riguardano l'organizzazione e la qualità dei servizi pubblici.

🛡️ E ancora, maggiori strumenti di controllo e trasparenza, iniziative di educazione al consumo consapevole anche nelle scuole, attenzione alla sicurezza dei prodotti, ai servizi digitali e alla sostenibilità ambientale.

Pensiamo, ad esempio, a quanto una normativa del genere possa incidere sulla qualità dei servizi idrici, dei trasporti, della gestione dei rifiuti o, più in generale, sui rapporti tra cittadini e gestori dei servizi pubblici.

Il cittadino, infatti, non può essere considerato soltanto un utente che paga, ma una persona titolare di diritti che le istituzioni hanno il dovere di garantire.

L'incardinamento della legge in commissione è un primo passo. Adesso occorre procedere con l'esame e arrivare all'approvazione di una riforma attesa da troppo tempo.

La Sicilia non può continuare a rimanere indietro. Anche su questo terreno dobbiamo cambiare passo.
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𝐈 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢 𝐚 𝐭𝐫𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚. 𝐋𝐚 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐮𝐭𝐨.
È stato finalmente incardinato in commissione Attività produttive allAssemblea regionale siciliana il disegno di legge a mia prima firma, sottoscritto dai colleghi del gruppo del PD, per la tutela dei consumatori e degli utenti.

Un provvedimento che ritengo particolarmente importante perché riguarda la vita quotidiana di tutti noi. Dalle bollette ai servizi pubblici, dalla sicurezza dei prodotti alla trasparenza delle tariffe, dalla tutela negli acquisti online alla qualità dei servizi erogati ai cittadini.

La Sicilia è, sostanzialmente, ferma a una legge del 1994. Sono stati apportati alcuni aggiornamenti ma non è stata ancora sottoposta a una riforma organica capace di tenere pienamente conto delle profonde trasformazioni intervenute nei mercati, nei servizi e nella legislazione nazionale ed europea.

Il disegno di legge prevede strumenti e interventi che possono trovare applicazione in moltissimi ambiti.

📊 Un Osservatorio regionale dei prezzi, delle tariffe e della qualità dei servizi, per monitorare il costo della vita e fornire strumenti utili anche a contrastare il caro prezzi.

🤝 Una rete territoriale di sportelli del consumatore, per offrire informazione, consulenza e assistenza ai cittadini che devono affrontare disservizi, controversie o difficoltà nel far valere i propri diritti.

🗣️ Un ruolo più incisivo delle associazioni dei consumatori che devono essere coinvolte nella programmazione delle politiche regionali e nelle scelte che riguardano lorganizzazione e la qualità dei servizi pubblici.

🛡️ E ancora, maggiori strumenti di controllo e trasparenza, iniziative di educazione al consumo consapevole anche nelle scuole, attenzione alla sicurezza dei prodotti, ai servizi digitali e alla sostenibilità ambientale.

Pensiamo, ad esempio, a quanto una normativa del genere possa incidere sulla qualità dei servizi idrici, dei trasporti, della gestione dei rifiuti o, più in generale, sui rapporti tra cittadini e gestori dei servizi pubblici. 

Il cittadino, infatti, non può essere considerato soltanto un utente che paga, ma una persona titolare di diritti che le istituzioni hanno il dovere di garantire.

Lincardinamento della legge in commissione è un primo passo. Adesso occorre procedere con lesame e arrivare allapprovazione di una riforma attesa da troppo tempo.

La Sicilia non può continuare a rimanere indietro. Anche su questo terreno dobbiamo cambiare passo.

Il Governo Meloni parla di crisi della natalità, ma poi penalizza proprio i territori che avrebbero più bisogno di investimenti negli asili nido.

In Sicilia i posti disponibili coprono appena il 15,5% dei bambini, contro una media nazionale del 31,6%. Un divario enorme che rischia di aggravarsi con la scelta del Governo nazionale di destinare parte delle risorse anche ai Comuni che hanno già raggiunto gli obiettivi di copertura.

Una decisione incomprensibile, che penalizza ancora una volta il Sud e la Sicilia.

Perché quando mancano gli asili nido a pagarne le conseguenze non sono soltanto i bambini e le famiglie, ma soprattutto le donne, troppo spesso costrette a scegliere tra lavoro e maternità. E in una regione dove l'occupazione femminile è già tra le più basse d'Italia, non possiamo permettercelo.

Ho depositato una mozione all'ARS per chiedere al presidente Schifani di intervenire presso il Governo nazionale e difendere le risorse destinate ai territori più svantaggiati.

Gli asili nido non sono un privilegio. Sono un diritto dei bambini, un sostegno alle famiglie e una condizione essenziale per la libertà delle donne.
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Il governo Meloni vuole destinare parte dei fondi per gli asili nido anche ai Comuni che hanno già raggiunto gli obiettivi di copertura, sottraendo così risorse destinate a ridurre le disuguaglianze territoriali. Una scelta che penalizza il Sud e soprattutto la Sicilia, dove i posti disponibili coprono appena il 15,5 per cento dei bambini, contro una media nazionale del 31,6.

Quindi il governo che denuncia ogni giorno la crisi di natalità, anziché investire dove i servizi mancano, favorisce i territori che sono già attrezzati e a pagarne le conseguenze saranno soprattutto le donne, costrette troppo spesso a rinunciare al lavoro per occuparsi dei figli. Ricordo, infatti, che in Sicilia il tasso di occupazione femminile è fermo al 34,9 per cento, quasi venti punti percentuali sotto la media nazionale.

Chiediamo al governo nazionale di correggere questa norma e al presidente Schifani di intervenire per difendere gli interessi della Sicilia. Gli asili nido non sono soltanto un servizio per le famiglie, ma uno strumento fondamentale per l'occupazione femminile e lo sviluppo. Su una questione così importante il governo regionale non può restare in silenzio.
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Il governo Meloni vuole destinare parte dei fondi per gli asili nido anche ai Comuni che hanno già raggiunto gli obiettivi di copertura, sottraendo così risorse destinate a ridurre le disuguaglianze territoriali. Una scelta che penalizza il Sud e soprattutto la Sicilia, dove i posti disponibili coprono appena il 15,5 per cento dei bambini, contro una media nazionale del 31,6. 

Quindi il governo che denuncia ogni giorno la crisi di natalità, anziché investire dove i servizi mancano, favorisce i territori che sono già attrezzati e a pagarne le conseguenze saranno soprattutto le donne, costrette troppo spesso a rinunciare al lavoro per occuparsi dei figli. Ricordo, infatti, che in Sicilia il tasso di occupazione femminile è fermo al 34,9 per cento, quasi venti punti percentuali sotto la media nazionale.

Chiediamo al governo nazionale di correggere questa norma e al presidente Schifani di intervenire per difendere gli interessi della Sicilia. Gli asili nido non sono soltanto un servizio per le famiglie, ma uno strumento fondamentale per loccupazione femminile e lo sviluppo. Su una questione così importante il governo regionale non può restare in silenzio.

Catania è industria. Un patrimonio di competenze, professionalità e innovazione che dobbiamo difendere e valorizzare.

Ne abbiamo discusso all'incontro promosso dalla Fiom e dalla Cgil di Catania, ribadendo la necessità di una politica industriale capace di programmare, sostenere gli investimenti e soprattutto tutelare il lavoro.

Dalle prospettive di STMicroelectronics alla vertenza Pfizer, dalle infrastrutture alle opportunità per i giovani: non basta intervenire quando esplodono le crisi. Servono scelte concrete e una visione di lungo periodo.

𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐡𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚. 𝐀𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐥𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚.

E dobbiamo farlo insieme, istituzioni, imprese e sindacati. Perché il futuro industriale del nostro territorio riguarda tutti e nessun lavoratore deve essere lasciato solo a difenderlo.
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Catania è industria. Un patrimonio di competenze, professionalità e innovazione che dobbiamo difendere e valorizzare.

Ne abbiamo discusso allincontro promosso dalla Fiom e dalla Cgil di Catania, ribadendo la necessità di una politica industriale capace di programmare, sostenere gli investimenti e soprattutto tutelare il lavoro.

Dalle prospettive di STMicroelectronics alla vertenza Pfizer, dalle infrastrutture alle opportunità per i giovani: non basta intervenire quando esplodono le crisi. Servono scelte concrete e una visione di lungo periodo.

𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐡𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚. 𝐀𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐥𝐭𝐞𝐳𝐳𝐚.

E dobbiamo farlo insieme, istituzioni, imprese e sindacati. Perché il futuro industriale del nostro territorio riguarda tutti e nessun lavoratore deve essere lasciato solo a difenderlo.Image attachmentImage attachment+2Image attachment

La sanità deve essere vicina alle persone. Non soltanto nelle intenzioni, ma nei servizi che riesce concretamente a garantire.

Questa settimana ho partecipato a San Gregorio di Catania alla presentazione della nuova Casa della Comunità, un presidio sanitario realizzato dall'Asp di Catania grazie ai fondi del PNRR, nell'ambito del progetto nazionale di rafforzamento dell'assistenza territoriale.

Una struttura che mette insieme cure primarie, ambulatori specialistici, assistenza infermieristica e servizi sociosanitari, con un'attenzione particolare agli anziani, alle persone fragili e a chi convive con patologie croniche.

È questa la direzione in cui dobbiamo andare: una sanità pubblica che non costringa i cittadini a rivolgersi sempre agli ospedali, che investa sulla prevenzione e che garantisca il diritto alla salute anche attraverso servizi accessibili e vicini ai luoghi in cui le persone vivono.

L'apertura delle Case della Comunità è certamente un passo importante. Ma sappiamo bene che le strutture, da sole, non bastano. Servono personale, continuità assistenziale, servizi realmente disponibili e un'organizzazione capace di rispondere ai bisogni del territorio.

È su questo che dobbiamo continuare a lavorare e vigilare, perché gli investimenti del PNRR si traducano in un miglioramento concreto della vita dei cittadini.

La sanità pubblica si difende anche così: rendendola più vicina, più accessibile e capace di prendersi cura di tutti.
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La sanità deve essere vicina alle persone. Non soltanto nelle intenzioni, ma nei servizi che riesce concretamente a garantire.

Questa settimana ho partecipato a San Gregorio di Catania alla presentazione della nuova Casa della Comunità, un presidio sanitario realizzato dallAsp di Catania grazie ai fondi del PNRR, nellambito del progetto nazionale di rafforzamento dellassistenza territoriale.

Una struttura che mette insieme cure primarie, ambulatori specialistici, assistenza infermieristica e servizi sociosanitari, con unattenzione particolare agli anziani, alle persone fragili e a chi convive con patologie croniche.

È questa la direzione in cui dobbiamo andare: una sanità pubblica che non costringa i cittadini a rivolgersi sempre agli ospedali, che investa sulla prevenzione e che garantisca il diritto alla salute anche attraverso servizi accessibili e vicini ai luoghi in cui le persone vivono.

Lapertura delle Case della Comunità è certamente un passo importante. Ma sappiamo bene che le strutture, da sole, non bastano. Servono personale, continuità assistenziale, servizi realmente disponibili e unorganizzazione capace di rispondere ai bisogni del territorio.

È su questo che dobbiamo continuare a lavorare e vigilare, perché gli investimenti del PNRR si traducano in un miglioramento concreto della vita dei cittadini.

La sanità pubblica si difende anche così: rendendola più vicina, più accessibile e capace di prendersi cura di tutti.Image attachmentImage attachment+5Image attachment

L’ADHD non è soltanto una questione sanitaria, ma riguarda il diritto allo studio, all’inclusione e alle pari opportunità.

Ne abbiamo parlato a Sant’Agata Li Battiati, durante il workshop “Cento fiori sbocciano”, un’importante occasione di confronto tra istituzioni, specialisti e famiglie.

All’ARS abbiamo già acceso i riflettori sulla carenza di centri pubblici dedicati all’ADHD. Adesso servono risposte concrete: più servizi, formazione nelle scuole e percorsi di assistenza accessibili in tutta la Sicilia.

L’inclusione non può dipendere dal luogo in cui si vive o dalle possibilità economiche di una famiglia. È un diritto che le istituzioni devono garantire.

Un sentito ringraziamento al professor Giancarlo Costanza della Sinpia, alla professoressa Loredana Lo Nero di Aifa Aps e ad ADHD Sicilia.
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L’ADHD non è soltanto una questione sanitaria, ma riguarda il diritto allo studio, all’inclusione e alle pari opportunità.

Ne abbiamo parlato a Sant’Agata Li Battiati, durante il workshop “Cento fiori sbocciano”, un’importante occasione di confronto tra istituzioni, specialisti e famiglie.

All’ARS abbiamo già acceso i riflettori sulla carenza di centri pubblici dedicati all’ADHD. Adesso servono risposte concrete: più servizi, formazione nelle scuole e percorsi di assistenza accessibili in tutta la Sicilia.

L’inclusione non può dipendere dal luogo in cui si vive o dalle possibilità economiche di una famiglia. È un diritto che le istituzioni devono garantire.

Un sentito ringraziamento al professor Giancarlo Costanza della Sinpia, alla professoressa Loredana Lo Nero di Aifa Aps e ad ADHD Sicilia.Image attachmentImage attachment+4Image attachment
1 settimana fa

Senza diritti non c’è cultura.

Oggi a Catania, davanti al Teatro Stabile, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo in sciopero per un contratto scaduto dal 2021.

Cinque anni di attesa, mentre il costo della vita cresce e gli stipendi perdono valore. E dopo due anni di trattative, ancora nessuna risposta adeguata.

È inaccettabile celebrare il teatro, il cinema, gli spettacoli come un’eccellenza e dimenticare chi, ogni giorno, li rende possibili.

Non bastano gli applausi. Servono rispetto per le professionalità, retribuzioni dignitose e diritti riconosciuti.

Le istituzioni devono fare la propria parte, perché la cultura non può vivere di prestigio mentre chi ci lavora paga il prezzo della precarietà.
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Senza diritti non c’è cultura.

Oggi a Catania, davanti al Teatro Stabile, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo in sciopero per un contratto scaduto dal 2021.

Cinque anni di attesa, mentre il costo della vita cresce e gli stipendi perdono valore. E dopo due anni di trattative, ancora nessuna risposta adeguata.

È inaccettabile celebrare il teatro, il cinema, gli spettacoli come un’eccellenza e dimenticare chi, ogni giorno, li rende possibili.

Non bastano gli applausi. Servono rispetto per le professionalità, retribuzioni dignitose e diritti riconosciuti.

Le istituzioni devono fare la propria parte, perché la cultura non può vivere di prestigio mentre chi ci lavora paga il prezzo della precarietà.Image attachmentImage attachment+Image attachment
1 settimana fa

A Linguaglossa per la quinta edizione di Piazze del Gusto, una bella occasione per riscoprire e valorizzare le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio.

Dal vino all'olio, dalla nocciola alla tradizionale salsiccia al ceppo, dietro ogni prodotto ci sono storie, tradizioni, competenze e soprattutto persone che, con il loro lavoro, contribuiscono a mantenere viva l'identità della nostra terra.

Manifestazioni come questa ci ricordano quanto sia importante sostenere le produzioni locali e le tante realtà che rappresentano una risorsa preziosa per l'economia e lo sviluppo del territorio.

Un ringraziamento all’amministrazione comunale e allo chef Moreno Emmi e complimenti agli organizzatori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.
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A Linguaglossa per la quinta edizione di Piazze del Gusto, una bella occasione per riscoprire e valorizzare le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio.

Dal vino allolio, dalla nocciola alla tradizionale salsiccia al ceppo, dietro ogni prodotto ci sono storie, tradizioni, competenze e soprattutto persone che, con il loro lavoro, contribuiscono a mantenere viva lidentità della nostra terra.

Manifestazioni come questa ci ricordano quanto sia importante sostenere le produzioni locali e le tante realtà che rappresentano una risorsa preziosa per leconomia e lo sviluppo del territorio.

Un ringraziamento all’amministrazione comunale e allo chef Moreno Emmi e complimenti agli organizzatori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.Image attachmentImage attachment+5Image attachment
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